MiC - Ministero della Cultura

Una Giornata di Vassili Kandinsky

 

Dal 13 maggio vi invitiamo ad immergervi nelle sensazioni provate da Kandisky all’inizio della sua attività pittorica, facendovi ammirare quello che viene considerato il suo primo dipinto.

In quale momento uno studente di antropologia criminale decise di cambiare radicalmente il suo percorso ? Quali furono le circostanze che fecero discostare un allievo di criminologia da quello che era il suo campo di studio. Mentre Lombroso, Bertillon e Lacassagne abbozzavano le basi teoriche della criminologia, e il dottor Luys cercava la sede dei pensieri criminali nei cervelli congelati di delinquenti
decapitati, il giovane Kandinsky sfondava la barriera del concetto primitivo, dallo studio della regione presumibilmente più oscura dell’anima umana alla descrizione della sua interazione con la luce, le forme e i colori.
Fu durante un viaggio di studio nella Russia settentrionale che nacque il suo curioso approccio, che dopo vent’anni si sarebbe sviluppato in una vera e propria teoria, quella della necessità interiore della bellezza.
Il percorso segue il suo testo autobiografico Sguardi sul passato, in particolare, una missione nel 1889 nella provincia immensa e remota di Vologda, un viaggio di studio tra il popolo Zyryan della Russia settentrionale (probabile origine dei suoi antenati)
L’installazione ricrea le condizioni per interpretare le sensazioni da lui sperimentate durante il suo destabilizzante incontro nella provincia, che si riveló tutt’altro rispetto al pregiudizio collettivo. Invece di trovare un ambiente tetro abitato da delinquenti, possibili cavie per un ricercatore di antropologia criminale, si ritrova in piccole comunità che vivono in isbe dai colori vivaci.
In Sguardi sul passato, Kandinsky racconta che le case e le chiese erano decorate con colori così scintillanti che, entrandovi, gli sembrava di entrare in un quadro. Questa esperienza, e il suo studio dell’arte popolare della regione (in particolare l’uso di colori brillanti su uno sfondo scuro), si riflette in gran parte dei suoi primi lavori.

L’ installazione, visitabile nei consueti orari di apertura della rocca è stata realizzata da quattro studenti ERASMUS,in stage presso l’ATELIER 41.
– Margaux Carrez, Université Polytechnique Hauts-de-
France, Valenciennes
– Céline Esposito, Université Polytechnique Hauts-de-
France, Valenciennes
– Emanuele Morelli, Accademia di belle arti e design
(Poliarte), Ancona
– Marion Pardo, Université Polytechnique Hauts-de-
France, Valenciennes

 

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